«Con una sonda nel ‘cuore’ della Cupola ho approfondito il ‘segreto’ di Brunelleschi» ecco come ha esordito il Prof. Arch. Massimo Ricci per spiegare ai giornalisti l'esito di 40 anni di studi. Lo scorso 9 novembre, trasmessa in diretta mondiale streaming con accesso dal sito web di National Geographic Society (seguita da ben 76 paesi nel Mondo, solo per citarne qualcuno: Stati Uniti, Spagna, Francia, Regno Unito, Germania, Romania, Svizzera, Canada, Olanda.) ed in collegamento con le Università di Harvard, Oklahoma e Valencia, si è tenuta, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, la Conferenza internazionale sulla Regola di costruzione della famosa Cupola del Brunelleschi.
La Conferenza ha avuto un successo inaspettato: le presenze in sala erano circa 635, con posti a sedere 330.
La struttura della Cupola del Brunelleschi del Duomo di Firenze è stata realizzata utilizzando mattoni disposti a “spinapesce” e murati con una malta formata da grassello e materiale inerte leggero antiritiro. Non sono stati osservati elementi in ferro con caratteristiche di “armatura”, né conglomerati di alcun tipo.
E’ quanto ha scoperto, con una sonda (messa a disposizione dalla multinazionale Olympus) nel cuore del celebre monumento, l’architetto fiorentino Massimo Ricci, che ha speso la sua vita a studiare i “segreti” del complesso monumentale.
"Ciò che ho potuto verificare con un endoscopio industriale dentro lo spessore della calotta interna della Cupola – osserva Ricci – non solo contribuisce alla conoscenza profonda della struttura, ma è determinante per poter intervenire nel suo restauro e consolidamento. Ho infatti potuto verificare che i mattoni sono in un ottimo stato e questo particolare è importantissimo per la futura conservazione del capolavoro”.
Per la prima volta nella storia del monumento è stato possibile entrare nel suo “cuore” per una profondità di circa due metri utilizzando i fori di carotaggio che realizzò nel 1986 il professore Salvatore Di Pasquale per accertare la resistenza dei mattoni e per circa due metri e mezzo in una lesione profonda della calotta interna.
Questa ulteriore fase di indagine da parte del professor Ricci è avvenuta alcuni mesi fa all’altezza del secondo camminamento nella zona centrale di una delle otto vele della Cupola ed è, al momento, l’atto conclusivo di tantissimi studi e ricerche su un monumento che aveva ancora aspetti non totalmente conosciuti.
Nel corso della conferenza, sono state così mostrate – in assoluta anteprima mondiale - le immagini della indagine endoscopica con un macchinario messo a disposizione dalla Olympus (manovrato dal dottor Sergio Tavanti) e sono stati inoltre esposti alcuni modelli degli ingegnosi macchinari progettati per la realizzazione della Cupola, il cui funzionamento sarà mostrato con filmati in computer grafica tridimensionali.
Ulteriore motivo di pregio, è stata l’esposizione dell’originale della “Pergamena di Gherardo da Prato” (1425), grazie alla concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Archivio di Stato di Firenze.
La serata, promossa dalla Fondazione Florens e da National Geographic Society, ha goduto del patrocinio dell’Unesco, del Comune di Firenze, Regione e Provincia di Firenze, dell’Arcidiocesi di Firenze e dell’Opera di Santa Maria del Fiore.
Sono intervenuti, prima del Professor Ricci, il sindaco Matteo Renzi, l’Arcivescovo Monsignor Giuseppe Betori, il presidente di Florens Giovanni Gentile, il presidente dell’Opera del Duomo Franco Lucchesi ed il giornalista e scrittore fiorentino Gianluca Tenti.
L’organizzazione dell’evento è stata interamente curata dalla Società Once di Federica Rotondo che ha potuto godere, per l'ideazione del logo, della collaborazione di uno dei maggiori cartellonisti cinematografici internazionali, Silvano Campeggi.
Valentina Iscaro

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