Blog dei corsisti del Master in Pubblicità Istituzionale, Comunicazione Multimediale e Creazione di eventi dell'Università degli Studi di Firenze
lunedì 28 febbraio 2011
mercoledì 16 febbraio 2011
Lila Castellaneta: il nuovo Shoes Trend
Moglie, globe-trotter, iraniana e italiana di adozione, ora designer, ma sempre donna: Lila Castellaneta.
Roma 16 febbraio 2011- La nuova collezione di scarpe P/E 2011 di Lila Castellaneta sarà presentata il prossimo 17 febbraio 2011 a Washington, presso Saks Fifht Evenue da sempre uno dei più grandi e più riconosciuti centri commerciali di lusso. Pioniere nell'aprire le sue porte ai nuovi stilisti e alle loro collezioni, si caratterizza per la sua attenzione verso il Made in Italy. Questa sarà solo la prima tappa di un tour promozionale che si sposterà, per quasi un mese, nelle città americane più belle e importanti per le trend setter internazionali: New York, Beverly Hills e Miami sono solo alcune delle location prescelte.
"Avendo vissuto qui per anni – spiega la neostilista - la cosa migliore mi è sembrata lanciare questa linea a partire dagli Usa, perché, lo sappiamo, quando una cosa parte dagli Stati Uniti viene poi seguita dal resto del mondo".
Lila Castellaneta approda alla moda quasi per caso ma in un attimo, la sua passione per il design e la gemmologia di coniugano in modo armonioso e perfetto su modelli di scarpe adatti per ogni donna. Una donna rinnovata, cosmopolita, dinamica ed al passo con la moda che non vuole rinunciare ad essere elegante e ricercata ma sempre nel segno della comodità.
Ricercatezza dei materiali, disegni unici e piccoli oggetti di design, pietre dure e ricami policromi si uniscono perfettamente facendo diventare ogni modello un piccolo oggetto d’arte.
Non solo tacchi vertiginosi ma anche comode ballerine, per quelle donne che vivono freneticamente la città ogni giorno ma che non vogliono rinunciare ad essere curate in ogni dettaglio: pizzo e grandi rose di tessuto tono su tono nel segno di un ritrovato gusto bon ton.
Una nuova linea di scarpe curata sotto ogni dettaglio. Un connubio perfetto di amore per il gusto classico, per le materie prime ricercate e di pregio, che si ridefinisce continuamente con dettagli moderni e di design. Come il sandalo in coccodrillo impreziosito e reso luminoso da eleganti ricami e pietre dure, in un perfetto mix di eleganza e seduzione in grado di rendere unica una vera shoes-addict.
Questo è solo l’inizio. Siamo convinti che si sentirà molto parlare di Lila Castellaneta, e della sue collezioni moda, che ha eletto l’artigianalità italiana come portavoce esclusiva del Made in Italy, da sempre simbolo di eleganza, discrezione e gusto intramontabile.
Per maggiori informazioni: www.lilacastellaneta.com o pressagency@lilacastellaneta.com
Ufficio Stampa
Silvia Parrini
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lunedì 7 febbraio 2011
Voto: 10!
Le esperienze sono necessarie alla nostra vita, ci fanno crescere e condividere qualcosa con gli altri. Non è facile, uscire dai canoni, uscire da una routine lavorativa che per 12 anni mi tiene legata esclusivamente all’azienda per cui lavoro. Avere uno stipendio fisso da una dozzina di anni non lascia spazio alla possibilità di collaborare-lavorare in un' azienda in cui la mia attività non è assolutamente remunerata. Ma la mia modestia e volontà, allontana questo tipo di concezione e quindi mi sono buttata a capo fitto nel mio progetto formativo con C.RE.A eventi e congressi. Innanzitutto voglio affermare che l’azienda ruota attorno ad una PERSONA e non a un ruolo che essa assume. Non mi sono mai trovata così bene in un’azienda anche perché mi sono resa conto, nella pratica, che collaborare bene e avere un rapporto di scambio, con persone che hanno i tuoi stessi principi ispiratori, gli ideali, e rispetto aiuta ad ottenere buoni risultati, anche sul lavoro.
E’ stata la mia prima volta. Sì, organizzare eventi non è una cosa di tutti i giorni. Grazie ad Antonietta Renna, mia tutor aziendale e amministratore delegato unico dell’azienda, ho imparato a fare un preventivo, a compilare un contratto, a realizzare un evento dall’inizio alla fine. Ho valorizzato mettendolo in pratica, quello che ho imparato con Laura Pederzoli, mia insegnante di Comunicazione multimediale, e Giulia Tardi, docente di Organizzazione di eventi.
Progettare una brochure, rispettare la corporate identity, il restylig del sito aziendale (http://www.weddingplannerbycrea.it/), rispettare un budget, applicare la percentuale di guadagno, aspettare i pagamenti…..un progetto formativo tout court completo e utile.
Peccato non avere la possibilità d’incrementare. In futuro non si sa mai.
Voto 10.E’ stata la mia prima volta. Sì, organizzare eventi non è una cosa di tutti i giorni. Grazie ad Antonietta Renna, mia tutor aziendale e amministratore delegato unico dell’azienda, ho imparato a fare un preventivo, a compilare un contratto, a realizzare un evento dall’inizio alla fine. Ho valorizzato mettendolo in pratica, quello che ho imparato con Laura Pederzoli, mia insegnante di Comunicazione multimediale, e Giulia Tardi, docente di Organizzazione di eventi.
Progettare una brochure, rispettare la corporate identity, il restylig del sito aziendale (http://www.weddingplannerbycrea.it/), rispettare un budget, applicare la percentuale di guadagno, aspettare i pagamenti…..un progetto formativo tout court completo e utile.
Peccato non avere la possibilità d’incrementare. In futuro non si sa mai.
Eliana Di Donato
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Il mio stage: not conventional experience!
All’inizio ogni cosa sembra impossibile quasi irrealizzabile. Invece, in un attimo, un anno è giàpassato: il master si sta avviando alla conclusione e forse per alcuni (spero tutti!) quest’anno ha costituito una piccola svolta.
Questo almeno è quello che sta succedendo a me.
Questo almeno è quello che sta succedendo a me.
All’inizio del mio stage presso una piccola società di comunicazione ed eventi della Valdichiana, JWR Grandi Eventi (>http://www.jwr.it/), non avrei mai pensato di poter vivere così tante esperienze.
È proprio vero che non dobbiamo fermarci all’apparenza delle cose ma andare sempre di più in profondità. Da un momento all’altro, mi sono ritrovata all’interno di un vortice, veloce e irrefrenabile che mi ha permesso non solo di conoscere molte persone (alcune delle quali anche di rilievo!) ma al contempo mettermi in gioco in modo individuale e concreto. Questo è stato possibile coniugando due esperienze in una: quella con il Portale NewFootballTalent e quella come assistente al Direttore commerciale e marketing.
Dietro questa realtà vivono, però, molte altre realtà che in qualche modo implementano, agevolano e rendono unico il mio lavoro. Una di queste realtà si chiama Esimple Studios (>http://www.esimplestudios.com/it/): azienda aretina che sviluppa soluzioni Web innovative che spaziano dal settore web/grafica fino ad arrivare al 3D real time, realtà aumentata e Web Marketing innovativo. Dalla collaborazione con quest’ultimi è nato il mio interesse verso questo specifico ambito del marketing. Un marketing che si realizza e diffonde principalmente tramite il Web.
Da qui l’idea di presentare, con al mia tesi, una faccia nuova del marketing, un marketing innovativo che per risultare efficace utilizza le nuove tecnologie, il Web 2.0 e le sue piattaforme. Il marketing innovativo può risultare una soluzione vincente, applicata a differenti ambiti, proprio perché comunica in modo diverso con il suo destinatario, per mezzo di mezzi, spesso a basso costo ma in grado di colpire nel profondo dell’emozione, del senso di appartenenza e condivisione. Infine, non ultima per importanza e collegata direttamente a quest’ultima, ho voluto presentare il Portale NewFootballTalent (>http://www.newfootballtalent.com/it). Un Portale pensato dai calciatori Sergio Brio, Francesco Graziani, Giancarlo Antognoni e Betty Vignotto.
Una video community dedicata ai praticanti di calcio, un sito per scoprire i migliori talenti sportivi e una vetrina per le società dilettantistiche che vogliono promuovere o ricercare campioni. Il portale è un prodotto innovativo ed accattivante, stimolante per ogni giovane che vuol mettere in mostra le proprie capacità. Ogni atleta ha infatti una pagina personale dedicata dove caricare i propri video, inserire testi e immagini personali, interagire con gli altri utenti e partecipare ai vari eventi e selezioni organizzati dallo Staff. Il portale ha però bisogno ancora di molto lavoro. Dopo una prima fase beta pubblica ed un evento promozionale di successo si è verificata una fase di down dalla quale ancora stiamo cercando di risalire, lavorando con azioni combinate a livello web, pubblicità, eventi e relazioni con il pubblico.
Nel mio case study non ho voluto espressamente parlare solo degli aspetti positivi e come tutto funzionasse alla perfezione. Ho preferito quindi far emergere, dove ve ne erano, le criticità e le “piccole” azioni messe in atto al fine di risolverle.
Durante il mio lavoro ho capito che l’innovazione nasce proprio dalla curiosità e dalla creatività di pochi che, per mezzo di soluzioni innovative, ridefiniscono la messa nel mercato di prodotti/servizi e mirano a creare dei rapporti con l’utente/consumatore basati su una nuova emozionalità, la condivisione e l’interattività concreta.
Ho riscontrato come il marketing innovativo e non convenzionale può essere la soluzione giusta anche per le piccole aziende, che con budget non ampi, hanno la possibilità di comunicare efficacemente. Inoltre, il Web consente notevoli vantaggi di raggiungibilità offerti da una rete tecnologica estesa a scala mondiale con i benefici dell’interattività e della comunicazione che può sfruttare differenti mezzi per rendere l’esperienza di fruizione interattiva ed innovativa. In conclusione posso affermare come il mio stage sia stato un’esperienza formativa unica, in grado di catapultarmi nel mondo del lavoro in un attimo. In un mondo dove nulla è dato per scontato, dove a volte il tempo è frenetico ed essere primi aiuta nel successo di un’iniziativa e dove le cose ci si devono guadagnare con una buona capacità relazionale, un buon intuito e forse, chissà, anche tanta fortuna.
Devo quindi ringraziare il mio Direttore Commerciale e Marketing, e tutto il suo magnifico Staff, che ha creduto in me sin dall’inizio “spronandomi” a fare sempre meglio, a superare i miei limiti, le mie ansie e quel senso di “inadeguatezza” verso nuove sfide.
“Chissà…forse la ruota ha iniziato a girare!”
Silvia Parrini
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Pregiudizi vinti
Traduttore=traditore, quando ho letto questa equivalenza, riportata da Giulio C. Lepschy nel suo articolo Traduzione per l’Enciclopedia Einaudi, mi sono messa a ridere. E sì che anch’io forse la pensavo allo stesso modo qualche anno fa. Borges la definisce una “sentenza italiana”, ma io non so chi può averla pronunciata. Ho fatto una ricerca su Internet, inutile. Ho trovato però un forum, dove i partecipanti interpretano “traditore” come colui che divulga, che trasmette in una lingua altra un dato testo, dal latino “tradere” narrare, tramandare. Sono dell’avviso comunque di attribuire al termine un significato negativo. In cosa tuttavia consisterebbe questo “tradimento”? Non esiste la traduzione perfetta, essa è un mito, poiché la perfezione non è di questa terra. Allora bisogna considerare la classe dei traduttori come dedita a un’attività menzognera?
Dall’istante in cui ho cominciato sul serio a occuparmi di lingue straniere mi hanno sempre inculcato, docenti di scuole private e pubbliche, che non si doveva tradurre. Mai tradurre! Era il loro imperativo. Ed io ho fatto tesoro di questo comando senza comprenderne la ragione.
All’università ho dovuto fare i conti con la mia inadeguatezza e il mio imbarazzo ogni qualvolta si trattasse di tradurre testi dall’italiano al tedesco e all’inglese. Non possedevo la necessaria scioltezza sintattica, mi bloccavo su qualsiasi parola, non vedevo la necessità di dover trasporre in un linguaggio a me non del tutto familiare dei brani strappati via da romanzi di famosi autori del mio paese. Così i miei pregiudizi aumentavano invece che diminuire e agli esami scritti ho dato il minimo indispensabile per non essere bocciata. Mi mancavano preparazione teorica e pratica, in definitiva avevo avuto la sfortuna di non esplorare un mondo che sarebbe potuto divenire la mia seconda patria.
Devo moltissimo quindi alla Dialogika Network s.r.l., una casa editrice di nicchia con sede a Prato, e alla tutor aziendale Margaret Percy che mi ha scelta quale sua tirocinante, con il compito di fare traduzioni dall’italiano all’inglese a dall’inglese all’italiano. Sono arrivata che ero quasi un pesce fuor d’acqua e sono uscita determinata a continuare il lavoro intrapreso. Ho avuto la possibilità di confrontarmi con tanti tipi di testo, di leggere le traduzioni delle ragazze professioniste, di correggerle, di tradurre per il blog inglese di Charlie Fantechi, il direttore della Dialogika, ed è stato un onore per me. Sono orgogliosa di essere stata parte di una squadra, anche se solo per tre brevissimi mesi. I pregiudizi di un tempo si sono trasformati in voglia di affermarmi in questo campo. Li ho combattuti e vinti grazie alla mia maniera di raccogliere le sfide e a una buona dose di sacrificio. Riconosco che la strada è lunga e disseminata di ostacoli, e che dovrò mutare completamente l’approccio di studio.
Il “bisticcio” traduttore=traditore riecheggia ora come giudizio storico, come ironico gioco di parole inventato dai detrattori della traduzione, in passato più numerosi che nel presente e spero condannati a sparire nel futuro.
Dall’istante in cui ho cominciato sul serio a occuparmi di lingue straniere mi hanno sempre inculcato, docenti di scuole private e pubbliche, che non si doveva tradurre. Mai tradurre! Era il loro imperativo. Ed io ho fatto tesoro di questo comando senza comprenderne la ragione.
All’università ho dovuto fare i conti con la mia inadeguatezza e il mio imbarazzo ogni qualvolta si trattasse di tradurre testi dall’italiano al tedesco e all’inglese. Non possedevo la necessaria scioltezza sintattica, mi bloccavo su qualsiasi parola, non vedevo la necessità di dover trasporre in un linguaggio a me non del tutto familiare dei brani strappati via da romanzi di famosi autori del mio paese. Così i miei pregiudizi aumentavano invece che diminuire e agli esami scritti ho dato il minimo indispensabile per non essere bocciata. Mi mancavano preparazione teorica e pratica, in definitiva avevo avuto la sfortuna di non esplorare un mondo che sarebbe potuto divenire la mia seconda patria.
Devo moltissimo quindi alla Dialogika Network s.r.l., una casa editrice di nicchia con sede a Prato, e alla tutor aziendale Margaret Percy che mi ha scelta quale sua tirocinante, con il compito di fare traduzioni dall’italiano all’inglese a dall’inglese all’italiano. Sono arrivata che ero quasi un pesce fuor d’acqua e sono uscita determinata a continuare il lavoro intrapreso. Ho avuto la possibilità di confrontarmi con tanti tipi di testo, di leggere le traduzioni delle ragazze professioniste, di correggerle, di tradurre per il blog inglese di Charlie Fantechi, il direttore della Dialogika, ed è stato un onore per me. Sono orgogliosa di essere stata parte di una squadra, anche se solo per tre brevissimi mesi. I pregiudizi di un tempo si sono trasformati in voglia di affermarmi in questo campo. Li ho combattuti e vinti grazie alla mia maniera di raccogliere le sfide e a una buona dose di sacrificio. Riconosco che la strada è lunga e disseminata di ostacoli, e che dovrò mutare completamente l’approccio di studio.
Il “bisticcio” traduttore=traditore riecheggia ora come giudizio storico, come ironico gioco di parole inventato dai detrattori della traduzione, in passato più numerosi che nel presente e spero condannati a sparire nel futuro.
Cristina Matessi
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sabato 5 febbraio 2011
Diventa reporter con "Néo News"
Néo News è un giornale online che viene pubblicato in tutta Europa in varie lingue.
Questo giornale si vuole distinguere dagli altri per le notizie "giovani" e di stampo internazionale, e soprattutto per le news "néo", cioè stravaganti, fuori dalla quotidianità. È molto interessante leggere i vari articoli che riguardano ogni volta un tema diverso.
La particolarità di questo periodico online è che dà la possibilità a chiunque voglia fare esperienza nel campo del giornalismo di mettersi alla prova e testare le proprie capacità. Attraverso il concorso "Néo Reporters", infatti, chiunque anche se inesperto può iscriversi e partecipare a questa competition che mette in palio la possibilità di scrivere per il giornale, ma soprattutto l'opportunità di sentirsi appagati e soddisfatti nel vedere il proprio articolo pubblicato sul web.
Il concorso dura circa tre mesi ed è diviso in quattro ambiti diversi: per chi vuole cimentarsi nel ruolo di redattore, oppure reporter internazionale, o correttore di bozze, o ancora come esperto di web. Ogni competition ha delle scadenze diverse, che vengono spiegate dettagliatamente, insieme ai particolari dei concorsi, non appena si decide di prendere parte a questa iniziativa.
Credo che trovare un ente o un'azienda che decide di dare ai giovani, o a chiunque si senta all'altezza, questa enorme opportunità di farsi conoscere, sia soprattutto in questo periodo, qualcosa da ammirare e da espandere verso altri ambiti. Inoltre, posso affermare che questi contest sono seri e anche divertenti per chi decide di partecipare, e magari, vedere il proprio nome su un articolo non sarà più una fantasia, come è successo a me!
La particolarità di questo periodico online è che dà la possibilità a chiunque voglia fare esperienza nel campo del giornalismo di mettersi alla prova e testare le proprie capacità. Attraverso il concorso "Néo Reporters", infatti, chiunque anche se inesperto può iscriversi e partecipare a questa competition che mette in palio la possibilità di scrivere per il giornale, ma soprattutto l'opportunità di sentirsi appagati e soddisfatti nel vedere il proprio articolo pubblicato sul web.
Il concorso dura circa tre mesi ed è diviso in quattro ambiti diversi: per chi vuole cimentarsi nel ruolo di redattore, oppure reporter internazionale, o correttore di bozze, o ancora come esperto di web. Ogni competition ha delle scadenze diverse, che vengono spiegate dettagliatamente, insieme ai particolari dei concorsi, non appena si decide di prendere parte a questa iniziativa.
Credo che trovare un ente o un'azienda che decide di dare ai giovani, o a chiunque si senta all'altezza, questa enorme opportunità di farsi conoscere, sia soprattutto in questo periodo, qualcosa da ammirare e da espandere verso altri ambiti. Inoltre, posso affermare che questi contest sono seri e anche divertenti per chi decide di partecipare, e magari, vedere il proprio nome su un articolo non sarà più una fantasia, come è successo a me!
Manuela Nerini
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CONTROSENSO E COMUNICAZIONE
L'attività dell'ufficio stampa all'interno di un'associazione culturale
Musica, aggregazione, cultura, opportunità: questo è il Controsenso Club, un piccolo locale situato a Prato e noto ai più giovani per la sua molteplicità sonora. Sul suo palco si susseguono band emergenti e non, artisti conosciuti o meno che spaziano dal blues all'indie rock. Una programmazione musicale trasversale ed attenta ai gusti di tutti rende il locale punto di aggregazione giovanile.
Il Controsenso è un'associazione culturale gestita dall'Associazione Audiodinamica e come tale non persegue scopi di lucro. Esso offre il prodotto musica come spettacolo attraverso concerti che non hanno come obiettivo primario il raggiungimento di un profitto e la massimizzazione del vantaggio economico, bensì l'arricchimento culturale. Il suo obiettivo principale è la promozione e la diffusione a tutti i livelli della musica. La sua missione, intesa come la ragione del suo essere, è sottolineare, infatti, il valore educativo della musica attraverso la produzione di spettacoli mirati a riscontrare il pubblico, l'erogazione di eventi e l'organizzazione di concorsi musicali o concerti. Essendo un'associazione non profit, i suoi eventi sono per lo più a titolo gratuito o a tariffa politica: per accedervi è necessario solamente avere una tessera ACSI. L'associazione culturale di cui fa parte il locale, valida per l'anno corrente.
Un'associazione culturale non è dotata di grandi budget destinati alla comunicazione, quindi è obbligata ad usare la comunicazione istituzionale come veicolo principale di informazione verso i potenziali pubblici. I pochi fondi di cui dispone gli impediscono tuttavia di attivare una vera rete commerciale.
Per comunicare in maniera ottimale e con il minimo dispendio danaroso l'Associazione Audiodinamica si avvale delle potenzialità che gli offre il marketing, il cui obiettivo primario è la customer satisfaction, ovvero la soddisfazione del cliente. Compito del marketing è dare un supporto al prodotto-spettacolo affinché possa concretamente rispondere alle esigenze di intrattenimento dei possibili destinatari dell'offerta e non restare nell'astrattezza. I suoi strumenti si basano essenzialmente sull'invio di comunicati stampa a mezzi mediatici, l'affissione di materiale cartaceo, il volantinaggio, il mailing, la comunicazione passaparola e l'uso del database degli associati. Il social networking è inoltre utilizzato per aumentare la sua visibilità
Di primaria importanza nell'attività comunicativa del Controsenso è la fidelizzazione del pubblico, che avviene attraverso una segmentazione dello stesso e la realizzazione di eventi idonei per ciascun target di riferimento. La fidelizzazione è ottenuta grazie all'utilizzo del marketing relazionale, che mira a stabilire una relazione diretta e duratura tra domanda e offerta, e quello mirato ad una nicchia specialistica di pubblico, dividendo le serate live in base al genere musicale.
Il Controsenso è un'associazione culturale gestita dall'Associazione Audiodinamica e come tale non persegue scopi di lucro. Esso offre il prodotto musica come spettacolo attraverso concerti che non hanno come obiettivo primario il raggiungimento di un profitto e la massimizzazione del vantaggio economico, bensì l'arricchimento culturale. Il suo obiettivo principale è la promozione e la diffusione a tutti i livelli della musica. La sua missione, intesa come la ragione del suo essere, è sottolineare, infatti, il valore educativo della musica attraverso la produzione di spettacoli mirati a riscontrare il pubblico, l'erogazione di eventi e l'organizzazione di concorsi musicali o concerti. Essendo un'associazione non profit, i suoi eventi sono per lo più a titolo gratuito o a tariffa politica: per accedervi è necessario solamente avere una tessera ACSI. L'associazione culturale di cui fa parte il locale, valida per l'anno corrente.
Un'associazione culturale non è dotata di grandi budget destinati alla comunicazione, quindi è obbligata ad usare la comunicazione istituzionale come veicolo principale di informazione verso i potenziali pubblici. I pochi fondi di cui dispone gli impediscono tuttavia di attivare una vera rete commerciale.
Per comunicare in maniera ottimale e con il minimo dispendio danaroso l'Associazione Audiodinamica si avvale delle potenzialità che gli offre il marketing, il cui obiettivo primario è la customer satisfaction, ovvero la soddisfazione del cliente. Compito del marketing è dare un supporto al prodotto-spettacolo affinché possa concretamente rispondere alle esigenze di intrattenimento dei possibili destinatari dell'offerta e non restare nell'astrattezza. I suoi strumenti si basano essenzialmente sull'invio di comunicati stampa a mezzi mediatici, l'affissione di materiale cartaceo, il volantinaggio, il mailing, la comunicazione passaparola e l'uso del database degli associati. Il social networking è inoltre utilizzato per aumentare la sua visibilità
Di primaria importanza nell'attività comunicativa del Controsenso è la fidelizzazione del pubblico, che avviene attraverso una segmentazione dello stesso e la realizzazione di eventi idonei per ciascun target di riferimento. La fidelizzazione è ottenuta grazie all'utilizzo del marketing relazionale, che mira a stabilire una relazione diretta e duratura tra domanda e offerta, e quello mirato ad una nicchia specialistica di pubblico, dividendo le serate live in base al genere musicale.
Ylenia D'Andrea
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giovedì 3 febbraio 2011
The World Is Mine
Chi dice che fare la stagista significa fare fotocopie e preparare caffè ai colleghi avidi di nonnismo, a mio parere, è stato solo sfortunato. La mia esperienza di stage comincia in una giornata piovosa di un agosto uggioso in un ufficio del centro di Firenze.
"The world is mine" ha sede in via De’ Bardi al numero 36, all’interno di Palazzo Capponi delle Rovinate, edificio storico risalente al 1400. Ci troviamo nei pressi di Ponte Vecchio, quindi nel pieno centro storico fiorentino. L’azienda, che si occupa principalmente di viaggi su misura e prenotazioni di musei, offre la sua professionalità nella consulenza per i servizi più svariati sia ai privati sia alle aziende. Nella prima settimana imparo a gestire tutte le attività di cui si occupa l’azienda e provo ad utilizzare tutti i programmi con cui lavora la mia collega, che al momento è in ferie. Insomma faccio un po’ da segretaria: riordino e archivio le pratiche concluse, leggo e smisto le mail, mi occupo delle innumerevoli richieste di prenotazioni museali in tutta Italia da parte di utenti stranieri e rispondo al telefono. Un giorno il mio titolare mi chiede di analizzare **** che sarà il mio primo cliente con il quale "The World Is Mine" ha stipulato un contratto di consulenza per l'organizzazione di due eventi. L’azienda, nella mia figura, si occuperà di sostenere e accompagnare **** in tutta la fase organizzativa dell’evento e di tessere le fila dei rapporti con le autorità istituzionali locali.
"The world is mine" ha sede in via De’ Bardi al numero 36, all’interno di Palazzo Capponi delle Rovinate, edificio storico risalente al 1400. Ci troviamo nei pressi di Ponte Vecchio, quindi nel pieno centro storico fiorentino. L’azienda, che si occupa principalmente di viaggi su misura e prenotazioni di musei, offre la sua professionalità nella consulenza per i servizi più svariati sia ai privati sia alle aziende. Nella prima settimana imparo a gestire tutte le attività di cui si occupa l’azienda e provo ad utilizzare tutti i programmi con cui lavora la mia collega, che al momento è in ferie. Insomma faccio un po’ da segretaria: riordino e archivio le pratiche concluse, leggo e smisto le mail, mi occupo delle innumerevoli richieste di prenotazioni museali in tutta Italia da parte di utenti stranieri e rispondo al telefono. Un giorno il mio titolare mi chiede di analizzare **** che sarà il mio primo cliente con il quale "The World Is Mine" ha stipulato un contratto di consulenza per l'organizzazione di due eventi. L’azienda, nella mia figura, si occuperà di sostenere e accompagnare **** in tutta la fase organizzativa dell’evento e di tessere le fila dei rapporti con le autorità istituzionali locali.
Mi ritengo soddisfatta della mia esperienza come stagista: ho avuto modo di conoscere quali procedure occorre rispettare nell’organizzazione di un evento ed ho imparato a gestire contatti con aziende sponsor, fornitori, clienti e stampa. Il mio tutor aziendale, Jacopo De Ria, si è dimostrato molto disponibile e paziente, ma mi ha anche concesso larga autonomia. Grazie alla presenza in ufficio della Dott.ssa Samuela Tronci, ho appreso anche alcune nozioni inerenti all’attività di agente di viaggio. Le difficoltà organizzative presentatesi durante il percorso, sono state utilissime nell’insegnarmi ad affrontare situazioni di problem solving e soprattutto mi hanno mostrato non solo cosa si deve fare nell’esercitare la professione di Event Organizer, ma anche soprattutto cosa non bisogna fare.
Attualmente mantengo un rapporto di collaborazione con l’agenzia "The World Is Mine".
Attualmente mantengo un rapporto di collaborazione con l’agenzia "The World Is Mine".
Elena Mantovani
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mercoledì 2 febbraio 2011
LA MIA ESPERIENZA NELL'UFFICIO ORGANIZZATIVO DI UN FESTIVAL INTERNAZIONALE
L'esperienza di tirocinio che ho fatto è stata svolta nell'ufficio organizzativo del Vie Scena Contemporanea Festival, un festival di teatro contemporaneo che si svolge ogni anno a ottobre a Modena e nella sua provincia.
Ho scelto di partecipare proprio a questa esperienza perché mi permetteva di far parte di uno staff organizzativo non in modo marginale, ma come una vera e propria risorsa da sfruttare per la buona riuscita dell'evento, e perché mi permetteva di vedere in tutte le sue fasi, dalla nascita fino alla chiusura, un festival di questo genere.
Appena arrivata, ero agitata perché non avevo mai avuto un'esperienza come questa, ma sono grata a Luisa, la nostra responsabile, per non aver dato per scontato che le stagiste fossero già competenti in questo campo; e le sono grata viceversa per non averci relegato a fare compiti marginali e inutili in quanto stagiste non esperte.
Ho capito che il lavoro dell'organizzazione di un evento è poliedrico e riguarda i più svariati ambiti, e che soprattutto non è possibile una buona riuscita del festival se non si lavora con un'ottica di gruppo e con uno spirito collaborativo.
I compiti che ho svolto sono stati principalmente: preparazione del materiale di promozione per il pubblico e il materiale d'informazione sul festival; mantenere i contatti con le compagnie ospiti del festival e quali sono le procedure burocratiche necessarie alla loro permanenza; aiuto dell'ufficio accrediti; organizzazione delle richieste delle compagnie in camerino e per lo spettacolo; preparazione dei pass per compagnie e staff; e sono stata anche una delle referenti di alcune compagnie.
Ci sono stati momenti di sconforto, ma ho imparato molte cose grazie alle responsabili che ci hanno guidato in questa esperienza e grazie anche alle varie mansioni che ho svolto, anche se so che ancora molto da imparare e ancora molte esperienze da affrontare.
Manuela Nerini
LO STAGE: UN’ESPERIENZA DI VITA.
Questo articolo racconterà la mia esperienza di stage all’Ufficio Turismo, Giostra del Saracino e Folclore del Comune di Arezzo. Per la prima volta nel mio percorso di studi, mi sono ritrovata a fare un’esperienza formativa interessante e pratica. A differenza di altri precedenti tirocini, nell’ufficio ho avuto un ruolo rilevante, infatti, mi sono state affidate delle mansioni, interne al percorso organizzativo, importanti. Nel periodo di stage, iniziato a settembre e terminato il 30 novembre, mi sono occupata dell’organizzazione di 3 eventi, di una fiera e della produzione di una trasmissione televisiva.
Il primo evento su cui abbiamo lavorato è stata la Giostra del Saracino (http://www.giostradelsaracino.arezzo.it). Questo è un torneo cavalleresco preceduto da un corteo storico per strade della città, dallo schieramento in Piazza dei figuranti, armati e cavalieri, dall’esibizione di Musici e Sbandieratori. La Giostra è un appassionante esercizio d’arme e di equitazione che si svolge contro un automa corazzato ed armato di flagello detto il Buratto; otto cavalieri, rappresentanti dei Quartieri cittadini, corrono di carriera contro l’automa e percuotono con la lancia la targa sovrapposta al suo scudo, realizzando un determinato punteggio e cercando di evitare le percosse del mazzafrusto. La coppia di giostratori che realizza il maggior punteggio complessivo aggiudica al proprio Quartiere la Lancia d’Oro, trofeo della Giostra. Si svolge due volte all’anno: il penultimo sabato di giugno in notturna e la prima domenica di settembre in diurna. Ma in città si inizia a vivere l’atmosfera giostresca già una settimana prima, con una serie di eventi correlati, che coinvolgono l’ufficio per l’aspetto organizzativo. Mi sono occupata in prima persona della prenotazione dei biglietti per i residenti fuori della provincia di Arezzo, della copertura dei posti per le varie associazioni coinvolte nella manifestazione (quartieri, musici, sbandieratori, rappresentativa comunale), della gestione dei pass e di altri aspetti riguardanti la comunicazione dell’evento. Uno di questi è stata la creazione di una pagina facebook ufficiale gestita dall’ufficio (http://www.facebook.com/giostradelsaracino.paginaufficiale). Questa è stata una esigenza nata sia dall’evoluzione dei mezzi di comunicazione sia dalla presenza di una precedente pagina non autorizzata che utilizzava marchi coperti da copyright e pubblicava link di discutibile gusto.
Il primo evento su cui abbiamo lavorato è stata la Giostra del Saracino (http://www.giostradelsaracino.arezzo.it). Questo è un torneo cavalleresco preceduto da un corteo storico per strade della città, dallo schieramento in Piazza dei figuranti, armati e cavalieri, dall’esibizione di Musici e Sbandieratori. La Giostra è un appassionante esercizio d’arme e di equitazione che si svolge contro un automa corazzato ed armato di flagello detto il Buratto; otto cavalieri, rappresentanti dei Quartieri cittadini, corrono di carriera contro l’automa e percuotono con la lancia la targa sovrapposta al suo scudo, realizzando un determinato punteggio e cercando di evitare le percosse del mazzafrusto. La coppia di giostratori che realizza il maggior punteggio complessivo aggiudica al proprio Quartiere la Lancia d’Oro, trofeo della Giostra. Si svolge due volte all’anno: il penultimo sabato di giugno in notturna e la prima domenica di settembre in diurna. Ma in città si inizia a vivere l’atmosfera giostresca già una settimana prima, con una serie di eventi correlati, che coinvolgono l’ufficio per l’aspetto organizzativo. Mi sono occupata in prima persona della prenotazione dei biglietti per i residenti fuori della provincia di Arezzo, della copertura dei posti per le varie associazioni coinvolte nella manifestazione (quartieri, musici, sbandieratori, rappresentativa comunale), della gestione dei pass e di altri aspetti riguardanti la comunicazione dell’evento. Uno di questi è stata la creazione di una pagina facebook ufficiale gestita dall’ufficio (http://www.facebook.com/giostradelsaracino.paginaufficiale). Questa è stata una esigenza nata sia dall’evoluzione dei mezzi di comunicazione sia dalla presenza di una precedente pagina non autorizzata che utilizzava marchi coperti da copyright e pubblicava link di discutibile gusto.
Il secondo evento è la Giornata Nazionale del Trekking Urbano (http://www.trekkingurbano.info/index.html). Questa si è svolta il 31 ottobre e prevede una camminata nel centro storico della città seguendo delle tematiche proposte dall’assessorato al Turismo del Comune di Siena, promotore e ideatore dell’iniziativa. Quest’anno il tema era “I cinque sensi” e l’ufficio ha proposto il proprio itinerario chiamato “Vedere, toccare, sentire, assaggiare la … Giostra del Saracino”. Il percorso partiva dal centro di accoglienza turistica “Benvenuti ad Arezzo” e proseguiva fino alla sede dei Musici, dove si potevano ascoltare le musiche della Giostra del Saracino. Da qui si giungeva a una delle location più belle del film “La vita è bella”: Piazza Grande, per entrare poi nella casa del Buratto, eccezionalmente allestita e aperta al pubblico. Percorsa via di Pescaia, è stata prevista una sosta nella bottega del Mastro Francesco Conti, l’intagliatore delle lance d’oro, premio per il Quartiere vincitore della Giostra del Saracino. Il percorso terminava nella sede del Quartiere di Porta Sant’Andrea, dove, nella piazza antistante era previsto uno spettacolo degli sbandieratori, che, purtroppo, non si è svolto per le avverse condizioni metereologiche. Comunque i nostri ospiti si sono ripresi grazie alla polenta e ai dolci che hanno trovato all’interno della sede. La forte campagna di comunicazione a zero euro, basata sulla conferenza stampa nazionale di Macerata e su quella comunale, ha avuto forte impatto sulla cittadinanza aretina e non, tanto da dover aumentare i gruppi di partenza previsti da 2 a 3, incrementando anche il numero di partecipanti per ogni gruppo (circa 40).
Il terzo evento è stata la Festa della Toscana. Questa manifestazione, svoltasi il 28 novembre, è stata istituita dalla Regione Toscana nel 2000, per ricordare l’abolizione della pena di morte da parte di Pietro Leopoldo di Lorena, nel 1786. Ogni anno viene ospitata da un capoluogo di Provincia diverso, seguendo l’ordine alfabetico. Quindi la festa torna ad Arezzo dopo 10 anni. Questo è stata sicuramente l’organizzazione più difficile e complessa. Infatti sono arrivati 3000 figuranti in rappresentanza di molte delle rievocazioni storiche che si svolgono nella nostra Regione. Sono stati ospitati al Centro Affari e Convegni, dove avevano degli spazi a loro riservati e adibiti a spogliatoio. A questi vanno aggiunti i figuranti della manifestazioni aretina che arrivavano con mezzi propri. A loro era stato assegnato un parcheggio cittadino e una palestra dove aver la possibilità di cambiarsi. Era prevista una sfilata per le vie del centro con una doppia partenza: i due cortei si sarebbero incontrati in Piazza Grande dove uno speaker annunciava i vari gruppi, leggendo una breve presentazione. Fin dall’inizio avevamo pensato a un piano B, in caso di maltempo. Purtroppo, la peggiore delle ipotesi si è avverata; infatti per colpa del maltempo non c’è stata la grande parata ma solo una premiazione dei gruppi, rappresentati da due figuranti, nella sala dei Grandi della Provincia di Arezzo.
Altra fase del mio stage è stato l’allestimento di uno stand all’ “Agri&Tour”, una fiera della Agricoltura e del Turismo che si svolge ogni anno ad Arezzo, a metà novembre. Lo stand era incentrato fondamentale sulla nostra principale manifestazione: la Giostra del Saracino.
Ultimo impegno, non per ordine di tempo né di importanza, è stata la diretta collaborazione, soprattutto da parte mia, con due troupe della trasmissione televisiva Sereno Variabile, che va in onda su Raidue. Il servizio era interamente centrato sulla città di Arezzo, in occasione dell’anno vasariano, ma è stata anche una promozione per la Giostra del Saracino. Infatti, per loro richiesta, abbiamo collaborato proprio per invitare il Gruppo Musici e i Quartieri ad alcune fasi delle riprese televisive.(http://www.serenovariabile.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-b1573421-8ad0-40a5-a864-7d4769e9660a.html)
Tra un evento e un altro, ho accompagnato anche delle scolaresche romane, facenti parte di un progetto “Dame e Cavalieri”, alla scoperta della Giostra del Saracino.
In conclusione, questo stage è stata un’esperienza formativa interessante, nella quale mi sono ritrovata all’interno della Pubblica Amministrazione. Oltre ad aver acquisito competenze e capacità nuove, ho avuto, anche, la prova tangibile del fatto che, a differenza dell’opinione comune, all’interno di questo ufficio ci si occupa di molti eventi, calendarizzati e improvvisi. Inoltre, i dipendenti comunali con cui ho collaborato sono delle persone che amano il proprio lavoro e che lo fanno anche al di là degli orari imposti per gli uffici pubblici. Quando si parla di organizzazione di eventi non ci sono orari, c’è solo grande passione e professionalità. Ringrazio infatti l’ufficio per avermi trasmesso questo attaccamento e serierà al lavoro che stavo svolgendo.
ERICA RAMPINI
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